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		<title>ROMA &#8211; 30.04.10: MADAMA CIE @ Volturno</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 11:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nopacchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiudere i CIE]]></category>

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		<description><![CDATA[venerd&#236; 30 aprile ore 21.00 via Volturno, 37 (stazione termini) BIT Scenica e AttriceContro presentano: MADAMA CIE Rievocazioni estemporanee di una divisa scoppiata &#160; Scritto, diretto, e interpretato da Alessandra Magrini &#160; Monologo multimediale, &#8220;Madama CIE&#8221; &#232; una mistura di &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/29/roma-30-04-10-madama-cie-volturno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center">
<strong>venerd&igrave; 30 aprile<br />
<br />
ore 21.00<br />
<br />
via Volturno, 37 (stazione termini)<br />
</strong>
</div>
<div align="center">
<strong><br />
BIT Scenica e AttriceContro<br />
presentano:</strong>
</div>
<div align="center">
<strong><br />
<em>MADAMA CIE<br />
</em></strong>
</div>
<div align="center">
<em><strong>Rievocazioni estemporanee di una divisa scoppiata<br />
</strong></em>
</div>
<div align="center">
&nbsp;
</div>
<div>
<div align="center">
<strong><br />
Scritto, diretto, e interpretato da Alessandra Magrini<br />
</strong>
</div>
<div align="center">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Monologo multimediale, &ldquo;Madama CIE&rdquo; &egrave; una mistura di brandelli scagliati dall&rsquo;esplosione di una divisa da cui origina un simulacro tragicomico che segue un sentiero di rievocazioni estemporanee. Lady Oscar, Pinocchio, la Costituzione, il CIE di Ponte Galeria, gli sbarchi a Lampedusa, sgorgano da una mente fuor di senno, proprio come accadde a molti giovani soldati di ritorno dal Vietnam negli anni &lsquo;60 che non hanno retto il peso dell&rsquo;orrore.
</div>
<div align="justify">
Madama CIE non torna da cos&igrave; lontano, lei vive ed opera nell&rsquo;Italia dei nostri giorni, quella degli operai arrampicati in cima alle fabbriche, delle aggressioni razziste, delle escort, delle ronde, dei precari senza un euro, dei viaggi disperati degli immigrati  clandestini. A calcare le scene &egrave; un personaggio costruito dalla fantasia dell&rsquo;autrice, ma i contenuti della narrazione sono frutto di una documentazione effettuata su reportage giornalistici, contatti con sindacalisti,  volontari CIE, dossier e siti internet, fino ad interviste effettuate dalla stessa autrice ad immigrati clandestini.
</div>
<div align="justify">
Come in molti dei lavori della compagnia &ldquo;AttriceContro&rdquo; anche in questo c&rsquo;&egrave; l&rsquo;immancabile tributo al grande Gianmaria Volont&egrave;, i suoi personaggi perlopi&ugrave; figli degli anni 70, trasportati ai giorni nostri si rivelano immortali, scolpiti nel tempo, sempre da tener presenti per penetrare a fondo la verit&agrave;.
</div>
<div align="justify">
Si ringrazia in modo particolare per la collaborazione alla documentazione, Francesco Viviano (giornalista la repubblica), Kurosh Danesh (Coordinatore del Comitato Nazionale Immigrate/i CGIL), Francesca Di Masi (cooperativa be free contro ogni discriminazione), csa Camilo Cienfuegos, cpa Firenze sud, movimento di lotta per la casa, csa nEXt Emerson, assemble a de*insicuri, rete dei collettivi studenteschi fiorentini, coll. Politico scienze politiche, Alt, Aut lettere filosofia, perunaltracitt&agrave; per il dossier &ldquo;chi specula sulla paura&rdquo;, il sito internet fortresseurope.blogspot.com anche per prezioso  materiale fotografico messo a disposizione.
</div>
<div>
&nbsp;
</div>
<div>
<div style="text-align: center">
<img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/152663-Rassegna%20volturnoA3.jpg" width="500" height="775" />
</div>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Appello del Servizio di Medicina Solidale e delle Migrazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 11:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nopacchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedi 26 aprile la Polizia Municipale VIII gruppo e l&#8217;Ufficio Tecnico del Municipio si sono presentati presso i locali di via Aspertini 520, con una richiesta firmata dalla Presidenza del Municipio VIII di riconsegna immediata dei locali da parte dell&#8217;Istituto &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/29/appello-del-servizio-di-medicina-solidale-e-delle-migrazioni/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
Lunedi 26 aprile la Polizia Municipale VIII gruppo e l&#8217;Ufficio Tecnico del Municipio si sono presentati presso i locali di via Aspertini 520, con una richiesta firmata dalla Presidenza del Municipio VIII di riconsegna immediata dei locali da parte dell&#8217;Istituto di Medicina Solidale.<br />
&nbsp;<br />
Il quartiere di Tor bella Monaca vuole o non vuole il Servizio di Medicina Solidale e delle Migrazioni?<br />
<br />
&nbsp;<br />
Vuole o non vuole ci&ograve; che il Servizio rappresenta: salute per tutti, soprattutto per gli esclusi?<br />
<br />
&nbsp;<br />
Vuole o non vuole portare le differenze ad incontrarsi e convivere piuttosto che scontrarsi in una guerra tra poveri?<br />
<br />
&nbsp;<br />
Vuole o non vuole un centro polispecialsitico che da 6 anni lavora tra mille difficolt&agrave; per aiutare a prevenire e combattere le malattie?<br />
<br />
&nbsp;<br />
La risposta deve essere chiara e onesta da parte di tutti. Da questo dipende il futuro di un servizio pubblico rivolto al territorio, che sopravvive anche grazie all&#8217;impegno di personale medico volontario.<br />
<br />
&nbsp;<br />
I politici al governo sono rappresentanti dei cittadini; se gli elettori ritengono che la scelta politica di sopprimere un servizio all&#8217;interno del territorio sia ingiusta, lo si deve dire, anzi gridare. Se al contrario il servizio svolto dall&#8217;Ambulatorio da fastidio per la sua natura di assistenza universale, si porr&agrave; il problema al Policlinico di Tor Vergata e si chiude.<br />
<br />
&nbsp;<br />
Non saranno tollerati altri attacchi di qualsiasi natura e da qualsiasi parte arrivino.<br />
<br />
&nbsp;<br />
<strong><br />
Giovedi 29 aprile ore 14:30 davanti al Teatro di Tor Bella Monaca si invitano alla massima partecipazione gli utenti dell&#8217;ambulatorio, i cittadini e le associazioni del territorio, le realt&agrave; antirazziste della citt&agrave;, per sottoscrivere l&#8217;appello e iniziare una campagna di sostegno al Servizio.<br />
</strong><br />
&nbsp;<br />
Si invita la stampa a partecipare all&#8217;incontro.<br />
<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Servizio di Medicina Solidale e delle Migrazioni<br />
<br />
<a href="http://www.medicinasolidale.org">http://www.medicinasolidale.org<br />
</a><br />
&nbsp;<br />
Per contatti e adesioni<br />
<br />
Telefono: 06.20610141<br />
<br />
e-mail: <span class="mh-email"><a href='http://www.google.com/recaptcha/mailhide/d?k=01nrllCJhk5Czcdt34k15JnQ==&amp;c=eA3RY8cxK2CSXBZikE6I50e9O-OHwGnLR3nv_sNuHV0=' onclick="window.open('http://www.google.com/recaptcha/mailhide/d?k=01nrllCJhk5Czcdt34k15JnQ==&amp;c=eA3RY8cxK2CSXBZikE6I50e9O-OHwGnLR3nv_sNuHV0=', '', 'toolbar=0,scrollbars=0,location=0,statusbar=0,menubar=0,resizable=0,width=500,height=300'); return false;" title="contatti">spazialtri@autoproduzioni.net</a></span>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>ROMA &#8211; 21.04.10: Vi serviamo ovunque, anche nei lager!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 15:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nopacchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiudere i CIE]]></category>

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		<description><![CDATA[VI SERVIAMO OVUNQUE, ANCHE NEI LAGER! Roma, mercoled&#236; 21 aprile 2010 Oggi un centinaio di persone tra studenti universitari, nativi e migranti, attivisti/e dei centri sociali, occupanti dei movimenti per il diritto all&#8217;abitare, antirazzisti e antirazziste si sono incontrati/e all&#8217;Universit&#224; &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/21/vi-serviamo-ovunque-anche-nei-lager/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div align="center">
<strong>VI SERVIAMO OVUNQUE, ANCHE NEI LAGER!</strong><br />
<strong>Roma, mercoled&igrave; 21 aprile 2010</strong>
</div>
<p></p>
<div align="justify">
Oggi un centinaio di persone tra studenti universitari, nativi e migranti, attivisti/e dei centri sociali, occupanti dei movimenti per il diritto all&rsquo;abitare, antirazzisti e antirazziste si sono incontrati/e all&rsquo;Universit&agrave; La Sapienza di Roma per dare vita a un&rsquo;iniziativa di denuncia e boicottaggio contro i CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione per migranti).</p>
<p>L&rsquo;obiettivo era il gruppo &ldquo;La Cascina&rdquo;, che gestisce il servizio mensa della Facolt&agrave; di Economia e il bar universitario a piazzale Aldo Moro. Questa societ&agrave;, tramite l&rsquo;affiliata &ldquo;Auxilum&rdquo;, dal 1&deg; marzo &egrave; entrata nella gestione dei servizi interni al lager di Ponte Galeria.
</p></div>
<div align="justify">
<br />
Abbiamo scelto di denunciare la linea complice di quest&rsquo;azienda che, oltre ad avallare l&rsquo;esistenza e contribuire alla mala-gestione del CIE di Roma, &egrave; responsabile di somministrare cibo scadente, se non scaduto, e troppo spesso &ldquo;condito&rdquo; con psicofarmaci, allo scopo di aumentare il controllo sui migranti e le migranti reclusi/e.
</div>
<div align="justify">
<br />
&Egrave; stato aperto uno striscione che diceva &laquo;La cascina: complice dei lager! No ai CIE&raquo; davanti all&rsquo;ingresso della mensa di Economia, mentre altri/e entravano nelle sale distribuendo volantini e adesivi informativi, denunciando al megafono gli orrori di Ponte Galeria, invitando gli studenti e le studentesse a boicottare gli esercizi gestiti da &ldquo;La Cascina&rdquo;, parlando con lavoratori e lavoratrici e informandoli/e, molti/e per la prima volta, del profilo infame dei loro datori di lavoro.
</div>
<div align="justify">
<br />
Ci siamo poi spostati con un corteo spontaneo che ha bloccato la strada fino a La Sapienza, per poi proseguire dentro l&rsquo;universit&agrave; fino al bar di piazzale Aldo Moro. Anche qui abbiamo denunciato la complicit&agrave; di &ldquo;Auxilium/Cascina&rdquo; e invitato al boicottaggio attivo gli studenti presenti.
</div>
<div align="justify">
<br />
L&rsquo;iniziativa si &egrave; conclusa con un pranzo sociale e una mostra tematica sulle condizioni del CIE di Roma al pratone dell&rsquo;universit&agrave;.
</div>
<p></p>
<div align="justify">
<strong>Per costruire le prossime iniziative della campagna contro i CIE</strong><br />
<strong>GIOVED&Igrave; 29 APRILE ORE 19.00 AL FORTE PREDESTINO, CENTOCELLE</strong>
</div>
<p></p>
<div align="center">
<strong>CHIUDERE I CIE SUBITO</p>
<p>NON RENDERTI COMPLICE!<br />
BOICOTTA &ldquo;LA CASCINA&rdquo;</strong>
</div>
<div align="center">
&nbsp;
</div>
<div align="center">
<a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie1.JPG"><img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie1.JPG" width="450" height="300" align="middle" /></a> 
</div>
<div align="center">
<a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie4.JPG"><img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie4.JPG" width="450" height="300" align="middle" /></a> 
</div>
<div align="center">
<a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie7.JPG"><img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie7.JPG" width="450" height="300" align="middle" /></a> 
</div>
<div align="center">
<a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie10.JPG"><img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie10.JPG" width="300" height="450" align="middle" /></a> 
</div>
<div align="center">
<a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie11.JPG"><img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/nocie11.JPG" width="300" height="450" align="middle" /></a> 
</div>
<div align="center">
<a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/IMG_1252.JPG"><img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/IMG_1252.JPG" width="450" height="300" align="middle" /></a> 
</div>
<div align="center">
<a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/IMG_1253.JPG"><img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/IMG_1253.JPG" width="450" height="300" align="middle" /></a> 
</div>
<div align="center">
<a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/IMG_1254.JPG"><img src="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/gallery/5275/IMG_1254.JPG" width="450" height="300" align="middle" /></a> 
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>«Cari italiani noi siamo dei clandestini». Reclusi/e in lotta nel Cie di Milano</title>
		<link>http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/12/cari-italiani-noi-siamo-dei-clandestini-lettera-dei-reclusi-in-lotta-nel-cie-di-milano/</link>
		<comments>http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/12/cari-italiani-noi-siamo-dei-clandestini-lettera-dei-reclusi-in-lotta-nel-cie-di-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 21:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nopacchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiudere i CIE]]></category>

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		<description><![CDATA[REPORT DAL CIE DI VIA CORELLI Milano, 12 aprile 2010 &#160; Lo sciopero della fame continua, si mantiene e torna ad estendersi. Questa in estrema sintesi la situazione, cos&#236; come descritto dalla lettera scritta dai prigionieri in lotta riportata in &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/12/cari-italiani-noi-siamo-dei-clandestini-lettera-dei-reclusi-in-lotta-nel-cie-di-milano/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<strong>REPORT DAL CIE DI VIA CORELLI<br />
Milano, 12 aprile 2010</strong>
</div>
<div>
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
Lo sciopero della fame continua, si mantiene e torna ad estendersi. Questa in estrema sintesi la situazione, cos&igrave; come descritto dalla lettera scritta dai prigionieri in lotta riportata in allegato:
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
</div>
<div align="justify">
Sezione maschile: 14
</div>
<div align="justify">
Sezione trans: 10
</div>
<div align="justify">
Sezione donne: 10 (lo sciopero tra le donne era stato interrotto dopo che Ingrid era stata deportata per rappresaglia ma &egrave; ripreso nel fine settimana).
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
La situazione dentro &egrave; ovviamente molto dura. Anche se lo sciopero della fame &egrave; a staffetta si tratta di uno sciopero reale e, soprattutto tra gli uomini dove ha mantenuto una maggiore costanza, molti prigionieri hanno perso in media da 5 a 9 kg. Rimangono molto determinati, ma sempre pi&ugrave; deboli fisicamente e hanno bisogno che il sostengo alla loro lotta cresca, sia a livello di informazione che di appoggio pratico.
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
</div>
<div align="justify">
Da parte loro i detenuti in lotta hanno deciso di scrivere una lettera da far girare nel movimento antirazzista e da rivolgere ai media.
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="justify">
</div>
<div align="justify">
Da parte nostra, come sempre cerchiamo di esserne i megafono e rinnoviamo l&#8217;appello, ormai permanente, a dare tutto il sostegno materiale possibile a questa battaglia, rilanciando con forza la campagna di consegna di bevande (e frutta) che &egrave; giunta ormai alla sua nona puntata.
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div align="right">
comitato antirazzista milano
</div>
<div>
&nbsp;
</div>
<div>

</div>
<div>
&nbsp;
</div>
<p><em><strong>CARI ITALIANI NOI SIAMO DEI CLANDESTINI&#8230;</strong></em><br />
&nbsp;</p>
<div align="justify">
</div>
<div align="justify">
<em>Cari italiani noi siamo dei clandestini, siamo detenuti al CIE di via Corelli a Milano e stiamo facendo un sciopero della fame dal 03/03/2010 perch&eacute; i tempi di detenzione per identificare le persone sono troppo lunghi. Dovete immaginare chiusi e chiuse per 180 giorni, 24 ore su 24, senza aver commesso nessun reato e senza nulla da fare per far passare il tempo. Ma soprattutto, noi clandestini siamo condannati all&rsquo;ergastolo senza appello&#8230; Dopo 180 gg di CIE ti danno un foglio di via con 5 giorni di tempo per lasciare il territorio italiano e se ti beccano per strada, rischi il carcere ordinario (da 6 mesi a 1 anno).</em>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
</div>
<div align="justify">
<em>Ma in 5 giorni come fai a trovare i soldi per lasciare il territorio italiano?</em>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
</div>
<div align="justify">
<em>In questo periodo di sciopero il cibo che porta la Sodexo fa veramente schifo;  per le persone malate non ci sono medicine; i bagni sono sempre sporchi e intasati e l&rsquo;acqua del cesso esce fino al corridoio. Gli infermieri ci trattano male, allo stesso modo dei poliziotti e della croce rossa italiana.</em>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
<em>E poi  ci dicono che siamo clandestini ed &egrave; questo che ci spetta&#8230; Ci danno sedativi per stare tranquilli, ma la depressione di chi prende queste gocce &eacute; fortissima; sono tanti che piangono disperati, perch&eacute; non capiscono perch&eacute; devono subire tutto questo. Noi siamo persone, ma loro non pensano questo e ci umiliano, ridono della nostra situazione, ci picchiano.</em>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
</div>
<div align="justify">
<em>Noi rispondiamo continuando a fare lo sciopero della fame. Fino ad ora lo abbiamo fatto in pi&ugrave; di 80 persone. Attualmente ci siamo organizzati con uno sciopero a staffetta e siamo in 34 a farlo: 14 della sezione maschile, 10 tra le donne e 10 tra le trans.</em>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
</div>
<div align="justify">
<em>Abbiamo gi&agrave; perso ciascuno di noi da 5 a 9 kili. Stiamo stufi di questa vita da clandestini. In tutto questo sciopero non hanno fatto nulla&#8230; noi stiamo lottando ma da soli e abbiamo bisogno che la gente sappia quello che lo stato fa con noi&#8230;.</em>
</div>
<div align="justify">
&nbsp;
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ROMA 10.04.10: Dopo Rosarno @ eXSnia. Nostra patria è il mondo intero</title>
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		<comments>http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/10/roma-10-04-10-dopo-rosarno-exsnia-nostra-patria-il-mondo-intero/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 12:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nopacchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nopacchettosicurezza.noblogs.autistici.org/post/2010/04/10/roma-10-04-10-dopo-rosarno-exsnia-nostra-patria-il-mondo-intero/</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160; PROGRAMMA DELLA GIORNATA: &#160; Alle 16:00 &#8211; Reading di Mambaye Diop a seguire &#8211; incontro pubblico con l&#8217;ALAR &#8211; Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma Aperitivo calabrese e CENA SUB-SAHARIANA Alle 21:00 &#8211; video-proiezione Alle 21:30 &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/10/roma-10-04-10-dopo-rosarno-exsnia-nostra-patria-il-mondo-intero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
&nbsp;
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<img src="http://www.exsnia.it/images/stories/nostra_patria.jpg" width="500" height="130" />
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<p></p>
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PROGRAMMA DELLA GIORNATA:
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Alle 16:00 &ndash; Reading di <strong>Mambaye Diop</strong>
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a seguire &#8211; <strong>incontro pubblico con l&rsquo;ALAR</strong> &ndash; Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma
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<strong>Aperitivo calabrese e CENA SUB-SAHARIANA</strong>
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Alle 21:00 &ndash; video-proiezione
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Alle 21:30 &#8211; <strong>CONCERTO CON MADYA DIEBATE</strong> (griot e maestro di Kora)
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A seguire &#8211; dj set con <strong>Sekou Diabate</strong> (Citt&agrave; Futura) <strong>Radio Africa</strong> (Onda Rossa &ndash; 87.9 FM) <strong>TP Africa</strong> (Popolare Roma 103.3 FM) e <strong>Aso Rock General</strong>
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Sottoscrizione a sostegno della <strong>Cassa di Mutuo Soccorso</strong> per i lavoratori africani di Rosarno a Roma
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Nostra patria &egrave; il mondo intero
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Dal Lazio alla Sicilia esperienze di lotta al confronto
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<strong>Al povero puoi rubare tutto, tranne i sogni (Antico detto africano).</strong><br />
Cos&igrave; chiude il suo intervento Kalifa, uno dei lavoratori africani di<br />
Rosarno, deportato a Roma dopo i fatti del 7 gennaio, che sopravvive da<br />
due mesi senza lavoro con l&#8217;aiuto di strutture di base cittadine.
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<strong>Al povero puoi rubare tutto, tranne i sogni.</strong> Il<br />
sogno di essere liberi, di determinare la propria vita, di tornare<br />
liberamente dalla propria famiglia in Africa senza vincoli legati ai<br />
documenti che immobilizzano. Il sogno di lavorare dignitosamente per<br />
poter inviare loro quel po&rsquo; di denaro che consente di sopravvivere alla<br />
miseria e alle malattie. Il sogno di vivere senza doversi guardare le<br />
spalle quando si cammina per strada, di dormire in un letto e non su<br />
uno scatolone di fortuna alla stazione&#8230; Il sogno di poter avere dei<br />
semplici desideri&hellip;
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Dopo i fatti di Rosarno, la vasta, tragica, sommersa realt&agrave; della<br />
manodopera immigrata impiegata strutturalmente nelle campagne d&rsquo;Italia<br />
non &egrave; pi&ugrave; una condizione nota a pochi. La situazione in Calabria,<br />
Puglia, ma anche nelle piane del Lazio, nelle stalle della Lombardia e<br />
del Veneto si ripropone in Andalus&igrave;a per le fragole, o in Francia,<br />
nella Bouche du Rhone. Meccanismi simili perch&eacute; &egrave; simile il modello<br />
agricolo: un&#8217;agricoltura industriale volta al massimo profitto<br />
sostenuta e incoraggiata da mezzo secolo di politiche pubbliche.
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Possiamo pensare che non ci riguardi, se decidiamo di ignorare le<br />
condizioni in cui vengono prodotti i pomodori, le zucchine, le arance<br />
che compriamo sui banchi del supermercato; se decidiamo di non<br />
domandarci a chi va quell&rsquo;euro e mezzo che paghiamo per un chilo<br />
d&rsquo;arance tarocco, quando le stesse vengono pagate 20 centesimi ai<br />
produttori. Ancora meglio, la spremuta a un euro potrebbe sembrarci<br />
meno conveniente se sapessimo che i frutti da cui viene prodotta<br />
vengono acquistati dai grossisti a 5 centesimi. Pi&ugrave; del 600%, di tanto<br />
aumenta il valore di un frutto quando passa dal produttore agli<br />
scaffali delle grandi catene di distribuzione. Intanto noi compriamo e<br />
cos&igrave; alimentiamo una circuito di sfruttamento che strozza i piccoli<br />
produttori al punto di renderli aguzzini, servi delle organizzazioni<br />
mafiose e carnefici verso i pi&ugrave; deboli, i braccianti del nuovo<br />
millennio, ultimo anello di questa lunga catena. Compriamo e foraggiamo<br />
chi, forte del monopolio e coperto da leggi razziste, compra a basso<br />
prezzo il sangue e il sudore dei lavoratori immigrati.
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La solidariet&agrave; che ha circondato i lavoratori africani linciati e<br />
deportati da Rosarno non pu&ograve; fermarsi all&rsquo;aiuto materiale, n&eacute;<br />
contentarsi della lotta per la regolarizzazione. &Egrave; necessario<br />
affrontare i nodi strutturali della questione, in una prospettiva di<br />
lotta che coniughi lo sviluppo democratico e partecipato di quei<br />
territori con la dignit&agrave; di lavoratori che devono poter affermare i<br />
propri diritti.
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<strong>Rosarno non &egrave; un caso</strong>. Rosarno &egrave; un sistema di<br />
fronte al quale non basta scandalizzarsi ma &egrave; necessario reagire,<br />
organizzarsi, lottare. Insieme: lavoratori delle campagne, immigrati e<br />
italiani, piccoli produttori indipendenti e consumatori delle<br />
metropoli.
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<strong>Che risposte collettive possono essere date nei diversi territori?</strong>
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<strong>Come possiamo mettere in rete le nostre esperienze</strong><br />
e le nostre idee per disarticolare la gerarchia etnicizzata del lavoro<br />
che contempla l&#8217;esistenza di fasce totalmente prive di tutele e diritti?
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<strong>Come rompere ovunque il muro di silenzio</strong> che circonda queste vite ridotte a braccia, senza testa e senza dignit&agrave;, e che garantisce il loro sfruttamento?
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<strong>Mettiamo in relazione le nostre esperienze e i nostri sforzi</strong><br />
perch&eacute; le realt&agrave; solidali nei vari territori, gi&agrave; attive da anni per<br />
dare un minimo sostegno ai lavoratori supersfruttati come gli africani<br />
di Rosarno, non restino isolate e impotenti
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<strong>Costruiamo un terreno comune di intervento e di lotta</strong>
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PARLIAMONE INSIEME SABATO 10 APRILE CON:
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- Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno a Roma
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- Enrico Pugliese, Docente di Sociologia del Lavoro, Universit&agrave; La Sapienza di Roma
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- Consorzio EquoSud di Gallico, Reggio Calabria
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- La Rete Migranti della provincia di Reggio Calabria
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- Alcuni lavoratori africani di Castel Volturno
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- CS ex Canapificio, Caserta
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- Centro Jacob, Foggia
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- Laboratorio Zeta, Palermo
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- Comitato Primo Marzo, Siracusa
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- Redazione veneta del Primomaggio &#8211; Foglio per il collegamento tra lavoratori, precari e disoccupati
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&nbsp;
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<a href="http://alar.noblogs.org">http://alar.noblogs.org</a><br />
<a href="http://www.6antirazzista.net/" title="www.6antirazzista.net" rel="nofollow">www.6antirazzista.net</a><br />
<a href="http://www.lapigna.info/" title="www.lapigna.info" rel="nofollow">www.lapigna.info</a><br />
<a href="http://www.exsnia.it/" title="www.exsnia.it" rel="nofollow">www.exsnia.it</a><br />
Campagna &ldquo;Non uno di meno&rdquo;
</div>
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&nbsp;
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</div>
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Per contattattare ALAR e aderire all&#8217;appelo di sostegno:
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&nbsp;
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<div>
<a href="http://www.6antirazzista.net/"></p>
<div style="text-align: center">
<img src="http://www.6antirazzista.net/sites/default/files/firma1.png" width="400" height="66" />
</div>
<p></a>
</div>
<div>
&nbsp;
</div>
<div>
<span class="mh-email">a<a href='http://www.google.com/recaptcha/mailhide/d?k=01nrllCJhk5Czcdt34k15JnQ==&amp;c=fJCT9Cxq1AaW9YCe94YfljVPwqZ2ZhEJ8rYKgwykJhs=' onclick="window.open('http://www.google.com/recaptcha/mailhide/d?k=01nrllCJhk5Czcdt34k15JnQ==&amp;c=fJCT9Cxq1AaW9YCe94YfljVPwqZ2ZhEJ8rYKgwykJhs=', '', 'toolbar=0,scrollbars=0,location=0,statusbar=0,menubar=0,resizable=0,width=500,height=300'); return false;" title="Reveal this e-mail address">...</a>@inventati.org</span>
</div>
<div>
<a href="http://alar.noblogs.org/">http://alar.noblogs.org<br />
</a>
</div>
<div>
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</div>
<div>
&nbsp;
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ROMA &#8211; 10.04.10: Tutti/e davanti all&#8217;ospedale Forlanini</title>
		<link>http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/09/roma-10-04-10-tutti-e-davanti-all-ospedale-forlanini/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 19:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nopacchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[APPELLO URGENTE ALLE RETI DI SOLIDARIETA&#8217; E ALLA MONTEVERDE ONESTA Il Comune di Roma sta per sgomberare il Centro di accoglienza per i rifugiati dall&#8217;Afghanistan allestito presso il Padiglione &#8220;O&#8221; dell&#8217;Ospedale Forlanini, rimettendo cos&#236; sulla strada circa settanta persone, nonostante &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/09/roma-10-04-10-tutti-e-davanti-all-ospedale-forlanini/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>APPELLO URGENTE ALLE RETI DI SOLIDARIETA&rsquo; E ALLA MONTEVERDE ONESTA</strong></p>
<div align="justify">
Il Comune di Roma sta per sgomberare il Centro di accoglienza per i rifugiati dall&rsquo;Afghanistan allestito presso il Padiglione &ldquo;O&rdquo; dell&rsquo;Ospedale Forlanini, rimettendo cos&igrave; sulla strada circa settanta persone, nonostante la disponibilit&agrave; dimostrata dalla Direzione<br />
dell&rsquo;Azienda ospedaliera.</p>
<p>E&rsquo; un evidente primo&nbsp; segnale di risoluzione autoritaria del disagio sociale attraverso la violazione dei pi&ugrave; elementari diritti umani.
</div>
<p></p>
<div align="center">
<strong>MOBILITIAMOCI IN MASSA PER FERMARE QUESTA VERGOGNA!</strong></p>
<p><strong>Tutti davanti all&rsquo;Ospedale Forlanini &ndash;&nbsp; Ingresso via Ramazzini</strong></p>
<p><strong>SABATO 10 aprile alle ore 16.30</strong>
</div>
<p></p>
<div align="right">
<em>Monteverde antirazzista</em>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Silenzio Assordante (ROR) 09.04.10</title>
		<link>http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/09/silenzio-assordante-09-04-10/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 12:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nopacchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiudere i CIE]]></category>

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		<description><![CDATA[Silenzio Assordante, 9 aprile 2010 voci, denunce e testimonianze delle lotte antirazziste fuori e dentro i Cie ogni venerd&#236; dalle 17.00 alle 18.00 su Radio OndaRossa &#160; Nella puntata di oggi: Aggiornamenti sulla storia di Joy e sui prossimi appuntamenti &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/09/silenzio-assordante-09-04-10/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div align="center">
<strong>Silenzio Assordante, 9 aprile 2010</strong>
</div>
<div align="center">
voci, denunce e testimonianze delle lotte antirazziste fuori e dentro i Cie
</div>
<div align="center">
ogni venerd&igrave; dalle 17.00 alle 18.00 su <a href="http://www.ondarossa.info">Radio OndaRossa</a>
</div>
</div>
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</div>
<div>
&nbsp;
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<div>
<strong>Nella puntata di oggi:</strong>
</div>
<p><strong></strong></p>
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</div>
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Aggiornamenti sulla storia di Joy e sui prossimi appuntamenti in vista della scadenza del 12 aprile.
</div>
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</div>
<p>&nbsp;</p>
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</div>
<p>Corrispondenza con un recluso nel Cie di Ponte Galeria in sciopero della fame da 22 giorni.</p>
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</div>
<p>&nbsp;</p>
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</div>
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Contributo di <a href="http://www.radiocane.info">RadioCane</a> sulla storia di Paola, trans brasiliana che nel Cie di via Corelli a Milano ha incontrato il suo affittacamere: l&#8217;ispettore di polizia Mauro.
</div>
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</div>
<p>&nbsp;</p>
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</div>
<p>Notizie, aggiornamenti e appuntamenti sulle lotte antirazziste dentro e fuori i Cie.</p>
<div align="justify">
</div>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/silenzioassordante/100409_silenzioassordante.mp3">Ascolta la trasmissione</a></strong></li>
</ul>
<ul>
</ul>
<div align="justify">
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>APPELLO per una settimana di azioni contro la macchina delle deportazioni</title>
		<link>http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/09/appello-per-una-settimana-di-azioni-contro-la-macchina-delle-deportazioni/</link>
		<comments>http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/09/appello-per-una-settimana-di-azioni-contro-la-macchina-delle-deportazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 10:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nopacchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://nopacchettosicurezza.noblogs.autistici.org/post/2010/04/09/appello-per-una-settimana-di-azioni-contro-la-macchina-delle-deportazioni/</guid>
		<description><![CDATA[http://stopdeportation.net/ &#160; &#160; Chiamata per una Settimana di azioni contro la Macchina delle Deportazioni 1 &#8211; 6 giugno 2010 Le deportazioni sono diventate una parte integrale del sistema delle Regime europeo sull&#8217;immigrazione. Centinaia di rifugiati/e e di migranti sono forzatamente &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/09/appello-per-una-settimana-di-azioni-contro-la-macchina-delle-deportazioni/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center">
<a href="http://stopdeportation.net/">http://stopdeportation.net/ </a>
</div>
<div align="center">
&nbsp;
</div>
<div align="center">
<a href="http://stopdeportation.net/"><img src="http://stopdeportation.net/files/planelock.png" width="500" height="417" /></a> 
</div>
<div align="center">
&nbsp;
</div>
<div align="center">
<strong>Chiamata per una Settimana di azioni contro la Macchina delle Deportazioni</strong><br />
<strong>1 &ndash; 6 giugno 2010</strong>
</div>
<p></p>
<div align="justify">
Le deportazioni sono diventate una parte integrale del sistema delle Regime europeo sull&rsquo;immigrazione. Centinaia di rifugiati/e e di migranti sono forzatamente deportati/e ogni giorno per fare ci&ograve; che le persone hanno fatto per milioni di anni: emigrare alla ricerca di una vita migliore, scappare dalla povert&agrave;, dalle persecuzioni, dagli abusi, dalle discriminazioni, dalla guerra etc. Il diritto di viaggiare e vivere dove si vuole &egrave; negato a tutti e tutte coloro che hanno un diverso colore della pelle, passaporto e conto in banca. Queste persone sono trattate come &lsquo;criminali&rsquo; e incarcerati in prigioni speciali che chiamano con altri eufemismi (centri di rimozione, case rifugio e cos&igrave; via). Gli abusi razzisti e sessisti e la violenza fisica, agiti dalla polizia che si occupa di immigrazione e dalle guardie private, sono istituzionalizzati e legittimati dall&#8217;uso della forza nelle operazioni di deportazione.</p>
<p>Dietro le deportazioni si nasconde un misto di razzismo, nazionalismo e imperialismo in un contesto di capitalismo globale: mentre il capitale e i cittadini/e dell&#8217;Unione Europea e degli altri paesi del &ldquo;primo mondo&rdquo; sono liberi di viaggiare dove vogliono, le/gli altri/e dal lato sbagliato dei confini costruiti artificialmente, i cui paesi sono fatti a pezzi dai privilegi europei e dal capitalismo e dalle conquiste imperialiste, sono illegali, criminalizzati e impediti nell&#8217;esercizio dei diritti fondamentali. Loro semplicemente cessano di essere persone; diventano &ldquo;immigrati illegali&rdquo;, che si &ldquo;trattengono troppo a lungo&rdquo; [overstayers] e &ldquo;mancati richiedenti asilo&rdquo; di cui si pu&ograve; fare a meno quando non si ha pi&ugrave; bisogno di sfruttare il loro lavoro o quando cercano di rivendicare i propri diritti. Come conseguenza, le lotte comuni e le comunit&agrave; sono divise e prevale una cultura di sospetto e della sorveglianza.</p>
<p>Quando gli ordini di deportazione sono emanati, fa comodo dimenticare le cause dell&rsquo;immigrazione. Le armi prodotte in Occidente e i conflitti armati, le guerre di aggressione alla ricerca di petrolio e di altre risorse naturali, i regimi repressivi appoggiati dai nostri democratici governi, i cambiamenti climatici e la sottrazione delle terre&#8230; tutto ci&ograve; pu&ograve; essere rintracciato all&rsquo;interno delle nostre economie capitaliste, dello stile di vita consumistico e degli interessi imperialisti. La lotta contro le deportazioni non &egrave; solo una singola campagna: le persone scelgono o sono forzate a migrare per varie ragioni.</p>
<p>Per far funzionare il sistema dei voli di deportazione, i governi europei appaltano ad una serie di privati o semi-privati il lavoro sporco che sarebbe toccato a loro. Le compagnie aeree sono un ingranaggio centrale della macchina delle deportazioni. Non solo sono una delle prime cause che contribuiscono alla morte del pianeta, ma molte compagnie aeree, nella loro ricerca di profitto, sono contente di portare persone verso una possibile morte &#8211; sia essa una deportazione individuale o di massa. Gli interessi dietro la macchina delle deportazioni includono altri tipi di opportunisti, quali le compagnie che provvedono al trasporto e all&#8217;accompagnamento durante le deportazioni forzate e le compagnie di sicurezza delle multinazionali, come Serco e G4S, che gestiscono le prigioni per immigrati/e e portano avanti le deportazioni a nome delle autorit&agrave; per l&#8217;immigrazione.</p>
<p>Inoltre, ci sono agenzie fantasma e inspiegabili, agenzie inter-governativei, come l&#8217;Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne (Frontex) e l&#8217;Organizzazione Internazionale per la migrazione (IOM), il cui ruolo &egrave; diventato sempre pi&ugrave; influente negli ultimi anni e con le quali i governi europei cercano di portare avanti operazioni unitarie e coordinate. Questo non solo per risparmiare soldi, ma anche per mettere le deportazioni in mano a corpi europei e internazionali, che spingono la responsabilit&agrave; su un altro livello al di l&agrave; dei governi nazionali e delle autorit&agrave; per l&#8217;immigrazione.</p>
<p>Infine, La Frontex ha recentemente assunto ulteriori poteri per le deportazioni di massa attraverso voli charter a nome dei governi europei, comprando equipaggiamento e sperimentando nuove tecnologie per il controllo dei confini dell&#8217;EU. Dopotutto, un super stato, razzista e imperialista, come Fortresse Europe ha bisogno di un esercito mercenario come Frontex per proteggere i propri confini artificiali.</p>
<p>Deportati e deportate, inclusi bambini/e, sono spesso ammanettati e accompagnati dalla sicurezza come criminali pericolosi (l&#8217;etichetta &ldquo;criminale&rdquo; &egrave; usata da chi &egrave; al potere). Ci sono stati numerosi segnalazioni di maltrattamenti fisici e abusi razzisti e sessuali, che uomini e donne hanno subito da parte delle guardie per l&#8217;immigrazione o degli &ldquo;accompagnatori&rdquo; privati durante le deportazioni (sia individuali che di massa). La proposta di avere qualcuno/a che monitori i diritti umani sui voli per le deportazioni, come ha recentemente suggerito un membro della Commissione europea, pu&ograve; impedire alcune di queste pratiche ma pu&ograve; anche legittimare le brutalit&agrave; della deportazione stessa.</p>
<p>Siamo consapevoli che resistere contro le deportazioni &egrave; un percorso continuo e non confinato ad alcuni giorni o a settimane di azioni: le persone cercano di attraversare i confini in condizioni pericolosissime ogni giorno; gli scioperi della fame e le lotte nelle prigioni per immigrati; i/le deportati/e e i passeggeri consapevoli che si rifiutano di sedersi tranquillamente a bordo di un volo che passa inosservato; le comunit&agrave; che si uniscono per difendere i loro membri; le proteste regolari e azioni contro varie componenti della macchina delle deportazioni&#8230; e molto altro ancora deve essere fatto perch&eacute; milioni di persone continuano ad essere forzatamente deportate ogni giorno.</p>
<p>Questo appello &egrave; rivolto a tutti/e coloro, individualit&agrave; e gruppi in Europa, che vogliano unirsi in una settimana di azioni decentralizzate e coordinate contro la macchina delle deportazioni nella prima settimana di giugno 2010. Questo appello &egrave; rivolto a tutti/e i migranti e rifugiati e chi li sostiene dentro e fuori l&#8217;Europa. Organizziamoci nelle nostre realt&agrave; locali in azioni o proteste durante la settimana con un unico grido:</p>
<ul>
<li>STOP ALLE DEPORTAZIONI!</li>
<li>NO ALLA FORTEZZA EUROPA!</li>
<li>LIBERT&Agrave; DI MOVIMENTO PER TUTTI E TUTTE!</li>
</ul>
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<strong><span style="font-size: medium"><a href="http://stopdeportation.net/" title="Home">stopdeportation.net            </a></span></strong>
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<span style="font-size: medium"><br />
freedom of movement is everybody&#8217;s right!          </span>
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<a href="http://stopdeportation.net/" title="Home"><br />
<img src="http://stopdeportation.net/sites/default/files/abarre_logo.png" width="100" height="100" /></a>
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<a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/09/appello-per-una-settimana-di-azioni-contro-la-macchina-delle-deportazioni"><strong>leggi la versione in inglese/tedesco/spagnolo/francese/polacco/arabo</strong></a>
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<strong>English</strong>
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<strong>Call for a European Week of Action Against the Deportation Machine</strong>
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<strong>1st &#8211; 6th June 2010</strong>
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Deportation has become an integral part of the European immigration regime. Hundreds of refugees and migrants are forcibly deported everyday for doing what humans have done for thousands of years: moving in search of a better life, escaping poverty, abuse, discrimination, persecution, war and so on. The right of everyone to travel and live where they want is denied for those with the &#8216;wrong&#8217; skin colour, passport or bank account. They are treated like &#8216;criminals&#8217; and incarcerated in special prisons disguised under various euphemisms (removal centres, guest houses and so on). Racist and sexual abuse and physical violence at the hands of immigration officers and private security guards are institutionalised by legitimising the use of force in deportation operations. Even the more vulnerable among migrants facing detention and deportation, such as children and torture survivors, are treated with humiliation instead of being offered help and support.</p>
<p>Behind deportations lies a mixture of racism, nationalism and imperialism in a global capitalist context: whilst capital and the nationals of the EU and other &#8216;first world&#8217; countries are free to travel wherever they want, those on the wrong side of artificially erected borders, whose countries are often torn apart by these very privileged Europeans and their capitalist and imperial conquests, are illegalised, criminalised and prevented from exercising their fundamental rights. They simply cease to be people; they become &#8216;illegal immigrants&#8217;, &#8216;over-stayers&#8217; and &#8216;failed asylum seekers&#8217; who can be dispensed with when their exploited labour is no longer needed or when they stand up for their rights. As a consequence, common struggles and communities are divided and a culture of suspicion and surveillance prevails.</p>
<p>When it comes to deportation orders, the causes of migration are also conveniently forgotten about. Western-manufactured weapons and armed conflicts, wars of aggression in pursuit of oil and other natural resources, repressive regimes backed by our democracy-loving governments, climate change and land grabs&#8230; they can all be traced back here, to our capitalist economies, consumerist lifestyles and imperial interests. Anti-deportation is not a &#8216;single issue campaign&#8217; and people choose or are forced to migrate for a variety or reasons.</p>
<p>To operate a deportation flight, European governments contract a range of private and semi-private bodies to do the dirty work for them. Airlines are a key link in the deportation machine. Not only are they one of the major contributors to the progressive killing of the planet, many airline companies are also happy, in their pursuit of profit, to fly people to their possible death, both individually and en masse. Other profiteers include companies providing transport and escort services during forcible deportations and multinational security companies, such as Serco and G4S, that manage immigration prisons and carry out deportations on behalf of immigration authorities.</p>
<p>Then there are those shadowy, unaccountable, inter-governmental agencies, such as the EU external border agency (Frontex) and the International Organisation for Migration (IOM), whose role has become more and more prominent in recent years as European governments seek to carry out deportations through joint coordinated &#8216;operations&#8217;. This not only saves them money but also, by putting deportations in the hands of a regional or international body, pushes accountability to another level away from national governments and immigration authorities. Indeed, Frontex has recently assumed extra powers to charter mass deportation flights on behalf of European governments, buy equipment and explore satellite technology to monitor the &#8216;EU borders&#8217;. After all, a racist, imperial super-state like Fortress Europe needs a mercenary army like Frontex to protect its artificial borders.</p>
<p>Deportees, including families and children, are often handcuffed and accompanied by security guards as if they were &#8216;dangerous criminals&#8217; (the label &#8216;criminal&#8217;, as used by those in power, is problematic anyway). There have been numerous reports of physical assaults and racial and sexual abuse suffered by deportees at the hands of immigration officers and private &#8216;escorts&#8217; during individual and mass deportations. Proposals to have &#8216;human rights monitors&#8217; on deportation flights, as recently recommended by a senior EU commissioner, may prevent some of these practices but will also legitimise the brutality of deportation itself.</p>
<p>We realise that resistance against deportation is continuous and not confined to days or weeks of action: people trying to cross the border in the most dangerous conditions everyday; hunger strikes and riots in immigration prisons; deportees and sympathetic passengers refusing to sit down quietly on board inconspicuous planes; communities coming together to defend their members; regular protests and actions against various parts of the deportation machine&#8230; Yet, more needs to be done as thousands of people continue to be forcibly deported everyday.</p>
<p>We are calling upon all concerned individuals and groups throughout Europe to join us in a decentralised, coordinated week of action against the deportation machine in the first week of June 2010. We are calling upon migrants and refugees and their supporters inside and outside Europe to organise their own actions and protests during this week in a united cry:<br />
STOP DEPORTATIONS!<br />
NO TO FORTRESS EUROPE!<br />
FREEDOM OF MOVEMENT FOR ALL!
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<br />
<strong>Deutsch</strong></p>
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<div align="center">
<strong>Aufruf zu einer Europ&auml;ischen Aktionswoche gegen die Deportationsmaschine</strong><br />
<strong>1. &#8211; 6. Juni 2010</strong></p>
</div>
<div align="justify">
Abschiebungen sind ein integraler Teil der europ&auml;ischen Migrationspolitik geworden. T&auml;glich werden mehrere hundert Fl&uuml;chtlinge und MigrantInnen zwangsabgeschoben, weil sie, wie Menschen es seit Jahrtausenden tun, wandern auf der Suche nach einem besseres Leben und weil sie vor Armut, Misshandlung, Diskriminierung, Verfolgung und Krieg fl&uuml;chten. Das Recht zu reisen und zu leben, wo man m&ouml;chte, ist den Menschen mit der &ldquo;falschen&rdquo; Hautfarbe, Ausweis oder Bankkonto untersagt. Sie werden als Kriminelle behandelt und in spezielle erfundene Gef&auml;ngnisse mit dubiosen Bezeichnungen (Abschiebehaftgef&auml;ngnis, G&auml;stehaus etc.) eingesperrt. Rassistische und sexuelle Misshandlung in Abschiebehaft von W&auml;rtern und privat angestelltem Sicherheitspersonell sind durch die legitime Anwendung von Gewalt bei Deportationen institutionalisert. Selbst zus&auml;tzlich ungesch&uuml;tzte MigrantInnen wie Kinder und Folter&uuml;berlebende sind mit Haft und Abschiebung konfrontiert, Dem&uuml;tigung ausgesetzt und bekommen weder Hilfe noch Unterst&uuml;tzung.</p>
<p>Hinter diesen Abschiebungen liegt eine Mischung von Rassismus, Nationalism und Institutionalisierung in einem global kapitalistischen System. Wo Kapital und Staatsangeh&ouml;rige der Europ&auml;ischen Union und anderen L&auml;ndern der &ldquo;ersten Welt&rdquo; nach vollem Belieben frei sind zu reisen, werden die Menschen auf der anderen Seite der k&uuml;nstlich aufgebauten Grenzen, in den L&auml;ndern, die zumeist von den privilegierten Europ&auml;ern und ihren kapitalistischen und imperialistischen Eroberungen zerrissen worden sind, st&auml;ndig illegalisiert, kriminalisiert und an der Aus&uuml;bung ihrer fundamentalen Rechte gehindert. Sie werden einfach nicht mehr als Menschen angesehen: sie werden &ldquo;illegale Migranten&rdquo;, &ldquo;Visums&uuml;berschreiter&rdquo; und &ldquo;gescheiterte Asylbewerber&rdquo;, &uuml;ber die man nach Belieben dispensieren kann, wenn sie nach ausgebeuteter Arbeit zu nichts mehr zu gebrauchen sind oder beginnen f&uuml;r ihre Rechte zu k&auml;mpfen. Infolge sind gemeinschaftliche K&auml;mpfe und ganze Gemeinschaften gespalten und eine Kultur der Verdacht und &Uuml;berwachung herrscht vor.</p>
<p>Wenn es um Abschiebungen geht, werden die Gr&uuml;nde f&uuml;r Migration ganz zweckm&auml;&szlig;ig vergessen. Im Westen angefertigte Waffen und vom Westen angeheizte Konflikte, Aggressionskriege auf der Jagd nach &Ouml;l und anderen Naturrohstoffen, repressive Systeme von unseren Demokratie-liebenden Regierungen unterst&uuml;tzt, Klimawandel, Landkonflikte &#8230; Sie k&ouml;nnen alle hierher zu unseren kapilatistischen &Ouml;konomien, konsumorientierten Lebenstilen und imperliatistischen Interessen zur&uuml;ckverfolgt werden. Aktiv sein gegen Abschiebungen ist keine Einzelthema-Kampagne und Menschen entscheiden aus verschiedentlichen Gr&uuml;nden zu migrieren.</p>
<p>Um Abschiebefl&uuml;ge auszuf&uuml;hren haben europ&auml;ische Regierungen eine Reihe von Vertr&auml;ge mit zahlreichen privaten und halb-privaten Tr&auml;gern, die die Schmutzarbeit leisten, abgeschlossen. Fluglinien sind ein entscheidender Teil der Deportationsmaschine. Fluggesellschaften sind nicht nur unter den Hauptverantwortlichen im fortschreitenden T&ouml;ten unseres Planeten, sondern sind meist auch ohne Probleme bereit Menschen, entweder einzeln oder en masse, in deren m&ouml;glichen Tot zu fliegen um Ihre eigenen Profite zu vermehren. Transport- und Begleitservice im Dienst der Einwanderungsbeh&ouml;rde w&auml;hrend Zwangsabschiebungen werden von multinationalen Sicherheitsfirmen, die auch f&uuml;r die Leitung von Abschiebehaftgef&auml;ngnissen verantwortlich sind, geleistet und Serco als auch G4S geh&ouml;ren zu den Profiteuren.</p>
<p>Hinzu kommen zwischenstaatliche Schattenorganisationen, die niemandem Rechenschaft schulden, wie die EU Grenzschutzagentur (Frontex) und die Internationale Organisation f&uuml;r Migration (IOM) dessen Rollen in den vergangenen Jahren mehr und mehr Einfluss gewonnen haben im Rahmen von Bem&uuml;hungen der europ&auml;ischen Regierungen Abschiebungen gemeinschaftlich zu koordinieren und auszuf&uuml;hren. Das spart den Regierungen nicht nur Geld, sondern &uuml;berrtr&auml;gt die Verantwortung f&uuml;r Deportationen auf regionale und internationale Gremien und damit auf eine neue Ebene fern von Einzelstaaten und Einwanderungsbeh&ouml;rden. In der Tat, Frontex hat k&uuml;rzlich neue Befugnisse &uuml;bertragen bekommen um Massenabschiebefl&uuml;ge im Auftrag der europ&auml;ischen Regierungen zu chartern sowie sich infrastrukturiell zu erweitern und Satelitentechnologien f&uuml;r die europ&auml;ische Grenz&uuml;berwachung zu erforschen. Immerhin braucht ein rassistischer, imperialistischer Superstaat wie die Festung Europa einen S&ouml;ldner wie die Grenzarmee Frontex um ihre k&uuml;nstlichen Grenzen zu besch&uuml;tzen.</p>
<p>Abzuschiebenden, Kinder und Familien einbezogen, werden h&auml;ufig Handschellen angelegt und sie werden von Sicherheitsbeamten begleitet, als w&auml;ren sie &ldquo;gef&auml;hrliche Kriminelle&rdquo; (wobei die Bezeihnung als &ldquo;kriminell&rdquo; an sich schon problembehaftet ist). Es gibt unz&auml;hlige Berichte &uuml;ber K&ouml;rperverletzung als auch rassistische und sexuelle Misshandlung von Abzuschiebenden in den H&auml;nden der Beamten der Einwanderungsbeh&ouml;rde und privaten &ldquo;Begleitern&rdquo; auf Einzelabschiebefl&uuml;gen und Massendeportationsfl&uuml;gen. Vorschl&auml;ge f&uuml;r Menschenrechtsbeobachter auf den Fl&uuml;gen, wie k&uuml;rzlich von einem EU-Kommissar vorgeschlagen, k&ouml;nnen vielleicht einige dieser Verfahrensweisen unterbinden, legitimieren aber prinzipiell die Gewalt von Abschiebungen.</p>
<p>Wir wissen, dass Widerstand gegen Abschiebungen best&auml;ndig ist und nicht auf ein paar Tage oder eine Woche minimiert werden kann: Menschen &uuml;berqueren Grenzen unter gef&auml;hrlichsten Umst&auml;nden tagt&auml;glich; Hungerstreiks und Aufst&auml;nde in Abschiebehaftgef&auml;ngnissen; Verweigerung von Fl&uuml;gen von Abzuschiebenden sowie sympathetischen Passagieren in den Fliegern; Gemeinschaften die ihre Mitglieder zu verteidigen; regul&auml;re Proteste und Aktionen gegen verschiedene Teile der Deportationsmaschine &#8230; Aber mehr muss getan werden solange weiterhin Tausende von Menschen t&auml;glich auf Zwang abgeschoben werden.</p>
<p>Wir rufen alle betroffenen Einzelpersonen und Gruppen in ganz Europa auf sich uns in einer dezentralisierten und koordinierten Aktionswoche gegen die Deportationsmaschine in der ersten Juniwoche 2010 anzuschlie&szlig;en. Wir rufen alle Migranten, Fl&uuml;chtlinge und deren Unterst&uuml;tzer zu eigenen Aktionen und Protesten innerhalb und au&szlig;erhalb Europas auf unter dem vereinten Ausruf:<br />
STOP DEPORTATIONS!<br />
NO TO FORTRESS EUROPE!<br />
FREEDOM OF MOVEMENT FOR ALL!
</div>
<div>
<br />
<strong>Espa&ntilde;ol</strong></p>
</div>
<div>
<div align="center">
<strong>Llamada para la semana de acci&oacute;n en contra de la Maquina de deportaciones<br />
del 1-6 junio 2010</p>
<p></strong>
</div>
<div align="justify">
Las deportaciones se han convertido en algo integral en el r&eacute;gimen de inmigraci&oacute;n europeo. Cientos de refugiados e inmigrantes son forzosamente deportados cada d&iacute;a por hacer lo que los seres humanos han estado haciendo durante miles de a&ntilde;os: trasladarse en busca de una mejor vida, escapando de la pobreza, abuso, discriminaci&oacute;n, persecuci&oacute;n, guerra, etc. etc. El derecho de cada uno a viajar y a vivir donde uno quiera es negado por aquellos que tienen el &ldquo;equivocado&rdquo; color de piel, pasaporte o cuenta bancaria. Son tratados como &ldquo;criminales&rdquo; y encarcelados en prisiones especiales disfrazadas bajo varios eufemismos o nombres como centros de retenci&oacute;n, etc. Racismo, abuso sexual y f&iacute;sica violencia en las manos de los oficiales de inmigraci&oacute;n, o guardianes de seguridad de compa&ntilde;&iacute;as privadas, o polic&iacute;as son institucionalizados por la legiminidad del uso de fuerza en las operaciones de las deportaciones.</p>
<p>Incluso los m&aacute;s vulnerables de entre los inmigrantes enfrent&aacute;ndose a la detenci&oacute;n y a la deportaci&oacute;n, como ni&ntilde;os y supervivientes, son tratados con humillaci&oacute;n en vez de ser ofrecidos ayuda y soporte. Detr&aacute;s de las deportaciones hay una mezcla de racismo, nacionalismo e imperialismo en un contexto capitalista global: mientras que el capital y los nacionales de la Uni&oacute;n Europea y otros pa&iacute;ses de &ldquo;primera clase&rdquo; son libres de viajar por donde ellos quieran, aquellos en el lado equivocado de las fronteras artificiales erectas, donde pa&iacute;ses est&aacute;n a menudo rotos a pedazos por estos muy privilegiados europeos con su capitalismo y sus conquistas imperiales, son ilegalizados, criminalizados y son impedidos de sus derechos fundamentales. Dejan de ser personas; se convierten en &ldquo;inmigrantes ilegales&rdquo;, &ldquo;gente que se queda m&aacute;s tiempo de lo debido&rdquo; y son &ldquo;fracasados solicitantes de asilo&rdquo;, que pueden ser &ldquo;desechados&rdquo; cuando su trabajo explotado no es necesario o cuando ellos luchan por sus derechos. Como consecuencia, luchas comunes y comunidades son divididas y una cultura de sospecha y vigilancia prevalece. Cuando vienen las ordenes de deportaci&oacute;n, las causas de inmigraci&oacute;n son tambi&eacute;n convenientemente olvidadas. Fabricas del Oeste de armamento y de conflictos armados, guerras de agresi&oacute;n en caza de petr&oacute;leo y de otros recursos naturales, regimenes agresivos con el respaldo de nuestros queridos-democr&aacute;ticos gobiernos, cambio clim&aacute;tico y tierras arrebatadas, todos ellos pueden ser localizados aqu&iacute;, en nuestras econom&iacute;as capitalistas, en los estilos de vida consumistas y en los intereses imperialistas. En contra de las deportaciones no es &ldquo;una campa&ntilde;a de un solo t&oacute;pico&rdquo; y la gente que escoge o son forzadas a emigrar lo hace tambi&eacute;n por una variedad de razones.</p>
<p>Para operar un vuelo de deportaci&oacute;n, los gobiernos europeos contrata un surtido de privadas y semi-privadas compa&ntilde;&iacute;as para hacerles el trabajo sucio. Las compa&ntilde;&iacute;as a&eacute;reas son un elemento principal en la machina de las deportaciones. No s&oacute;lo son los mayores colaboradores de la progresiva matanza del planeta, muchas compa&ntilde;&iacute;as a&eacute;reas est&aacute;n tambi&eacute;n felices de conseguir ganancias a trav&eacute;s de volar a gente a su posible muerte, incluyendo deportaciones en vuelos individuales y en vuelos en masa. Otros acaparadores incluyen compa&ntilde;&iacute;as que proveen el transporte y otras que acompa&ntilde;an durante las forzadas deportaciones y las compa&ntilde;&iacute;as de seguridad internacionales, como Serco y G4S que manejan las prisiones de inmigrantes y que tambi&eacute;n llevan a cabo las deportaciones en nombre en nombre de las autoridades de la inmigraci&oacute;n. Como es el caso en el Reino Unido. En el caso de otros pa&iacute;ses europeos, normalmente es la polic&iacute;a quien maneja estas deportaciones que tambi&eacute;n son sumisas al mismo trato y desprecio hacia las personas que son forzadas a tomar vuelos de deportaci&oacute;n.</p>
<p>Entonces, y tambi&eacute;n hay aquellas agencias oscuras, que no son &ldquo;directamente responsables&rdquo; e inter- gubernamentales como Frontex (la agencia responsable por de las fronteras exteriores de la UE) y la Organizaci&oacute;n Internacional para la Inmigraci&oacute;n, que su papel se ha convertido m&aacute;s y m&aacute;s prominente en los recientes a&ntilde;os, pues los gobiernos europeos buscan llevar a cabo deportaciones en conjunto a trav&eacute;s de &ldquo;operaciones&rdquo; coordinadas entre ellos mismos. Esto no solo les lleva el poder ahorrar dinero, pero tambi&eacute;n poniendo las deportaciones en mano de regionales y internacionales organismos, empujan la responsabilidad fuera de sus gobiernos nacionales y de las autoridades a cargo de la inmigraci&oacute;n. Efectivamente, Frontex recientemente ha asumido poderes extra para vuelos charteres de deportaciones de masa en nombre de los gobiernos europeos, compra el equipo y explora el uso de la tecnolog&iacute;a sat&eacute;lite para controlar las &ldquo;fronteras de la Uni&oacute;n Europea&rdquo;. Despu&eacute;s de todo, un racista, imperialista s&uacute;per-estado como la fortaleza europea necesita un armamento mercenario como Frontex para proteger sus fronteras artificiales.</p>
<p>La gente deportada, incluye familias y ni&ntilde;os, son a menudo esposados y acompa&ntilde;ados por la polic&iacute;a o guardias de seguridad (como el caso del Reino Unido) como si fuesen &ldquo;peligrosos criminales&rdquo; (la etiqueta &ldquo;criminal&rdquo; usada por aquellos en poder es problem&aacute;tica de todas formas). Han habido reportes de asaltos f&iacute;sicos y abuso racial y sexual sufridos en las manos de los oficiales de inmigraci&oacute;n, polic&iacute;a y &ldquo;acompa&ntilde;antes&rdquo; privados durante las deportaciones individuales y en masa.</p>
<p>Propuestas para tener &ldquo;controles de derechos humanos&rdquo; en los vuelos de deportaci&oacute;n, como ha sido recientemente recomendado por un comisario de la UE, podr&iacute;an prevenir estas practicas pero tambi&eacute;n har&aacute;n legitima en si estas deportaciones brutales. Tambi&eacute;n nos damos cuenta que la resistencia en contra de las deportaciones es continua y no es limitada a d&iacute;as o a semanas de acci&oacute;n; la gente intenta cruzar las fronteras en las m&aacute;s peligrosas condiciones cada d&iacute;a: huelga de hambre y disturbios en las prisiones de inmigrantes; personas deportadas y pasajeros simpatizanes que reh&uacute;san el sentarse tranquilamente a borde de desapercibidos vuelos; comunidades que se unen para defender a sus miembros; protestas regulares y acciones en contra de las diferentes partes de la maquina de deportaci&oacute;n&#8230; Aun as&iacute;, necesitamos hacer m&aacute;s porque miles de personas contin&uacute;an siendo forzosamente deportadas cada d&iacute;a.</p>
<p>Hacemos llamamiento a todos los individuos o grupos que est&aacute;n involucrados o interesados en Europa a juntarse en esta descentralizada y coordinada semana de accion en contra de la maquina de las deportaciones en la primera semana de junio 2010. Llamamos tambi&eacute;n a los inmigrantes y refugiados y a sus partidarios dentro y fuera de Europa para organizar sus acciones y protestas durante esta semana en un grito unitario:<br />
NO MAS DEPORTACIONES!<br />
NO A LA FORTALEZA EUROPA!<br />
LIBERTAD DE MOVIMIENTO PARA TODOS!
</div>
<div>
<br />
<strong>Fran&ccedil;ais</strong></p>
</div>
<div align="center">
<strong>Semaine Europ&eacute;enne d&#8217;Actions contre la Machine &agrave; Expulser</strong><br />
<strong>1 &#8211; 6 juin 2010</strong></p>
</div>
<div align="justify">
Au moment o&ugrave; l&#8217;ordre d&#8217;expulser est envoy&eacute;, les causes de la migration semblent bien lointaines. Armes de fabrication occidentale et conflits arm&eacute;s, guerres d&#8217;agression pour le p&eacute;trole et autres ressources naturelles, r&eacute;gimes r&eacute;pressifs soutenus par nos gouvernements adorateurs de la d&eacute;mocratie, changement climatique et vol des terres&#8230; tout peut &ecirc;tre reli&eacute; &agrave; nous, &agrave; nos &eacute;conomies capitalistes, &agrave; nos styles de vie consum&eacute;ristes et &agrave; nos int&eacute;r&ecirc;ts imp&eacute;rialistes. La lutte contre les expulsion n&#8217;est pas une lutte &agrave; une seule facette et les gens choisissent ou sont forc&eacute;-e-s &agrave; migrer pour de multiples raisons.</p>
<p>Pour mettre en place les expulsions par vols charters, les gouvernements europ&eacute;ens passent des contrats priv&eacute;s avec toute une s&eacute;rie d&#8217;organismes semi-priv&eacute;s qui font le sale travail. Les compagnies d&#8217;aviation sont un &eacute;l&eacute;ment cl&eacute; de la machine &agrave; expulser. Non seulement elles contribuent largement &agrave; tuer progressivement la plan&egrave;te, mais en plus beaucoup sont ravies, dans leur qu&ecirc;te de profits, de faire voyager des personnes vers leur mort possible, individuellement ou en charter. Parmi les autres profiteuses se trouvent des entreprises de transport et d&#8217;accompagnement des expulsions forc&eacute;es. Notamment des entreprises multinationales de s&eacute;curit&eacute;, comme Serco et G4S, qui g&egrave;rent des prisons de migrant-e-s et expulsent pour le compte des institutions publiques de l&#8217;immigration.</p>
<p>Puis viennent ces agences inter-gouvernementales, aux statuts et responsabilit&eacute;s mal d&eacute;finis, obscures. Par exemple l&#8217;agence de l&#8217;Union Europ&eacute;enne pour les fronti&egrave;res ext&eacute;rieures (FRONTEX) et l&#8217;Organisation Internationale pour les Migrations (OIM), qui ont une importance croissante ces derni&egrave;res ann&eacute;es &agrave; mesure que les gouvernements europ&eacute;ens essaient de faire des expulsions via des &quot;op&eacute;rations&quot; coordonn&eacute;es conjointes. Ce qui non seulement leur &eacute;conomise de l&#8217;argent mais &eacute;galement, en leur offrant la possibilit&eacute; de se d&eacute;charger des expulsions de masse aupr&egrave;s d&#8217;une organisation r&eacute;gionale ou internationale, &eacute;loigne virtuellement d&#8217;eux les responsabilit&eacute;s qui y sont li&eacute;es. FRONTEX a d&#8217;ailleurs re&ccedil;u r&eacute;cemment des pouvoirs &eacute;tendus pour organiser et r&eacute;aliser des expulsions par vols charter pour le compte de gouvernements europ&eacute;ens, pour acheter des &eacute;quipements et explorer les possibilit&eacute;s techniques offertes par les satellites pour surveiller &quot;les fronti&egrave;res de l&#8217;Europe&quot;. Apr&egrave;s tout, un super-&eacute;tat raciste et imp&eacute;rialiste comme la &quot;Forteresse Europe&quot; a bien besoin d&#8217;une arm&eacute;e de mercenaires comme FRONTEX pour prot&eacute;ger ses fronti&egrave;res artificielles.</p>
<p>Les personnes expuls&eacute;es, y compris des familles et des enfants, sont souvent menott&eacute;es et escort&eacute;es par des gardes comme si ellles &eacute;taient de &quot;dangereux criminels&quot; (le terme &quot;criminel&quot;, tel qu&#8217;utilis&eacute; par les dominant-e-s au pouvoir, est discutable par ailleurs). Il y a eu de nombreux t&eacute;moignages de violences physiques, d&#8217;agressions sexuelles et racistes, subies par les expuls&eacute;-e-s aux mains des policiers de l&#8217;immigration et des vigiles priv&eacute;s, au cours d&#8217;expulsions individuelles et de masse. La proposition d&#8217;exercer une &quot;surveillance du respect des droits de l&#8217;homme&quot; au cours des expulsions par avion, comme recommand&eacute; r&eacute;cemment par un commissaire europ&eacute;en, si elle se r&eacute;alisait, pourrait pr&eacute;venir certaines de ces pratiques mais elle l&eacute;gitimerait injustement la brutalit&eacute; inh&eacute;rente &agrave; l&#8217;expulsion.</p>
<p>Nous r&eacute;alisons que la r&eacute;sistance contre les expulsions est continue et n&#8217;est pas confin&eacute;e &agrave; quelques jours ou semaines d&#8217;actions. Tous les jours les migrant-e-s tentent de traverser les fronti&egrave;res en empruntant les chemins et les moyens les plus dangereux, font des gr&egrave;ves de la faim et les &eacute;meutes dans les prisons de l&#8217;immigration. Tous les jours des expuls&eacute;-e-s et des passager-e-s solidaires refusent de s&#8217;asseoir silencieusement dans des avions en faisant mine de ne pas remarquer le drame qui s&#8217;y d&eacute;roule, des communaut&eacute;s s&#8217;unissent pour d&eacute;fendre leurs membres, des manifestations et actions ont lieu contre tous les &eacute;l&eacute;ments qui composent la machine &agrave; expulser&#8230; Et pourtant, il reste beaucoup &agrave; faire, des milliers de personnes continuent &agrave; &ecirc;tre expuls&eacute;es de force chaque jour.</p>
<p>Nous appelons toutes les personnes et tous les groupes en Europe qui se sentent concern&eacute;-e-s &agrave; se rassembler pour une semaine d&#8217;actions coordonn&eacute;es et d&eacute;centralis&eacute;es contre la machine &agrave; expulser la premi&egrave;re semaine de juin 2010. Nous appelons tou-te-s les migrant-e-s et les r&eacute;fugi&eacute;-e-s ainsi que leurs soutiens en Europe et ailleurs &agrave; organiser leurs propres actions et manifestations pendant cette semaine aux cris communs de:<br />
ARR&Ecirc;T DES EXPULSIONS!<br />
NON &Agrave; LA FORTERESSE EUROPE!<br />
LIBERT&Eacute; DE CIRCULATION POUR TOU-TE-S!</p>
</div>
<div>
<strong>Polski</strong>
</div>
<div align="center">
<strong>Europejski tydzień akcji przeciwko deportacjom</strong><strong></strong><br />
<br />
<strong><br />
1- 6 czerwca 2010<br />
</strong>
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Deportacje są integralną częścią polityki emigracyjnej Unii Europejskiej. Codziennie z Europy deportowane są setki ludzi. Ich jedynym przestępstwem często jest to, ze pr&oacute;bują znaleźć lepsze życie, uciec biedzie, przemocy, dyskryminacji, wojnie czy śmierci. Prawo do swobodnego poruszania się w Europie odmawiane jest tym z &quot;niewłasciwym&quot; kolorem sk&oacute;ry, paszportem czy balansem na koncie w banku. Traktuje się ich jak kryminalist&oacute;w i często przetrzymuje w więzieniach, kt&oacute;rych prawdziwe przeznaczenie ukrywa się za przer&oacute;żnymi eufemizmami (ośrodki dla uchodźc&oacute;w etc). Rasistowska i seksualna przemoc z rąk policji granicznej i prywatnych ochroniarzy jest codziennością. Nawet ci najbardziej poszkodowani, jak dzieci czy ofiary tortur są traktowani jak rzeczy.</p>
<p>Za kulisami polityki deportacyjnej Unii Europejskiej kryje się mieszanka rasizmu, nacjonalizmu i imperializmu: podczas gdy kapitał, obywatele UE i innych kraj&oacute;w &quot;pierwszego świata&quot; cieszą się swobodą podr&oacute;żowania praktycznie gdziekolwiek tylko chcą, ci po złej stronie sztucznie wyznaczonych granic; kt&oacute;rych kraje często cierpią z powodu zachodniego imperializmu, są pozbawieni tego prawa, a kiedy pr&oacute;bują je dla siebie wyegzekwować, postrzegani są jako kryminaliści. Nie traktuje się ich jak pełnoprwanych ludzi, ale jak &quot;nielegalnych emigrant&oacute;w&quot;, kt&oacute;rych można po prostu wyrzucić jak śmieci kiedy nie są już potrzebni do pracy albo kiedy zaczynają się domagać swoich praw.</p>
<p>Często zapomina się też o prawdziwych przyczynach, kt&oacute;re zmusiły ludzi do migracji. żaden nakaz deportacji nie wspomina o tym, że konflikty zbrojne, wojny o ropę, dyktatury, zmiany klimatyczne; wszystko to wspierane lub wywołane przez miłujące demokrację kraje zachodu i ich obywateli, są gł&oacute;wnymi przyczynami zmuszającymi ludzi do migracji.</p>
<p>Władze kraj&oacute;w zachodnich do egzekucji deportacji używają całego spektrum prywatnych i p&oacute;łprywatnych firm, kt&oacute;re wykonują brudną robotę w imieniu rzad&oacute;w. Jednymi z najbardziej znaczących partner&oacute;w w tym procederze są linie lotnicze. Nie tylko są one jednym z najważniejszych czynnik&oacute;w odpowiedzialnych za powolne niszczenie naszej planety, ale także wiele z nich nie widzi żadnego problemu w asystowaniu w departacjach, wszystko oczywiście dla zysku. Inne firmy zaangażowane w deportacje (z ogromnym zyskiem dla samych siebie), to firmy transportowe, ochroniarskie, a także międzynarodowe korporacje specjalizujace się w &quot;bezpieczenstwie&quot;, takie jak Serco czy G4S, kt&oacute;re w imieniu rząd&oacute;w zarządzają centrami dla uchodźc&oacute;w.</p>
<p>Nad wszystkim tym czuwają europejskie agencje międzyrządowe, takie jak Europejska Agencja Zarządzania Wsp&oacute;łpracą Operacyjną na Granicach Zewnętrznych Państw Członkowskich Unii Europejskiej (Frontex, z siedzibą w Warszawie), czy Międzynarodowa Organizacja do Spraw Migracji (International Organisation for Migration, IOM). Ich rola w ostatnich latach wzrasta, jako że międzynarodowe, skoordynowane operacje nie tylko są tańsze, ale także pozwalają przesunąć odpowiedzialność z poszczeg&oacute;lnych rząd&oacute;w na poziom &quot;europejski&quot;. Frontex niedawno został obdarzony nowymi prawami, kt&oacute;re pozwalają na wynajmowanie całych samolot&oacute;w do przeprowadzania masowych deportacji w imieniu rzadow europejskich, a także samodzielny zakup sprzetu i testowanie technologii satelitarnej, wszystko to w obronie granic Unii Europejskiej. W końcu każde rasistowskie imperium, takie jak ufortyfikowana Europa, potrzebuje armii najemnik&oacute;w, kt&oacute;ra zapewni mu bezpieczeństwo.</p>
<p>Deportowani, także dzieci, są cząsto skuwani i eskortowani przez uzbrojonych ochroniarzy, tak jakby byli oni niebezpiecznymi przestępcami. Niezliczone są donosy o przemocy (w tym przemocy seksualnej) i rasistowskich atakach z ich strony. W odpowiedzi Komisja Europejska zaleciła monitorowanie lot&oacute;w deportacyjnych przez organizacje ochrony praw człowieka. Może to zapobiec niekt&oacute;rym nadużyciom, ale także legitymizuje proces deportacji jako taki.</p>
<p>Op&oacute;r przeciwko deportacjom oczywiście nie opiera się na kilku dniach akcji. Codziennie ktoś, z narażeniem życia, pr&oacute;buje przekroczyć granice Europy, w centrach dla emigrant&oacute;w wybuchają zamieszki i trwają strajki głodowe, lokalne społeczności mobilizują się w obronie swoich &quot;nielegalnych&quot; członk&oacute;w, organizowane są także regularne protesty i akcje przeciwko poszczeg&oacute;lnym częścią deportacyjnej machiny. Jednak jeszcze wiele musi być zrobione, żeby zatrzymać tą machinę na dobre.</p>
<p>Wzywamy do dołączenia do zdecentralizowanego, skoordynowanego tygodnia akcji przeciwko deportacjom, w dniach 1-szego do 6-tego czerwca 2010. Wzywamy do organizowania własnych, niezależnych akcji w całej Europe. Niech możni tego świata usłyszą nasz krzyk:<br />
ZATRZYMAć DEPORTACJE!<br />
NIE DLA UFORTYFIKOWANEJ EUROPY!<br />
WOLNOść DO SWOBODNEGO PRZEMIESZCZANIA SIę DLA WSZYSTKICH!
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<strong>عربي<br />
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<strong>نداء للمشاركة في الأسبوع الأوروبي للفعل ضد آلة التهجير</strong>
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<strong>1 &ndash; 6 حزيران/يونيو 2010</strong>
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لقد أصبح التهجير القسري جزءاً لا يتجزأ من نظام الهجرة الأوروبي. كلّ يوم يُهجّر المئات من اللاجئين والمهاجرين لأنهم يفعلون ما فعله البشر لآلاف السنين: الانتقال من مكان لآخر بحثاً عن حياة أفضل، هرباً من الفقر، الاعتداء، التمييز، الاضطهاد، الحرب وما إلى ذلك. حقّ كلّ إنسان في السفر والعيش حيث يريد يُنكر لأولئك الذين يحملون لون بشرة أو جواز سفر أو حساب بنك &quot;خاطئاً&quot;. يُعاملون كـ &quot;مجرمين&quot; ويُعتقلون في سجون خاصة تتنكر تحت أسماء ملطّفة شتى (مراكز ترحيل، مضافات إلخ). الاعتداءات العنصرية والجنسية من قبل موظفي الهجرة وحرس الأمن الخاص تتمأسس من خلال تشريع استخدام القوة في عمليات التهجير. حتى الأكثر استضعافاً بين المهاجرين المهددين بالاعتقال أو التهجير، كالأطفال وضحايا التعذيب، يُعاملون بذلّ بدل الحصول على مساندة ودعم.
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وراء التهجير يكمن مزيج من العنصرية والقوموية والإمبرالية في سياق رأسمالي دولي: في الوقت الذي يتمتع فيه رأس المال ومواطنو الاتحاد الأوروبي ودول &quot;العالم الأول&quot; الأخرى بحرية السفر حيثما شاؤوا، أولئك الذين يجدون أنفسهم على الجانب الخاطئ من حدود مصطنعة، والذين غالباً ما تكون بلدانهم قد مزّقتها الغزوات الرأسمالية والإمبريالية لهؤلاء الأوروبين ذوي الحظوة أنفسهم، يُجرّمون ويُحرمون من ممارسة حقوقهم الأساسية. إنهم ببساطة يتوقفون عن كونهم بشراً؛ يغدون &quot;مهاجرين غير قانونيين&quot;، &quot;مقيمين بعد انتهاء تأشيرة الدخول&quot; و&quot;طالبي لجوء مخفقين&quot; يمكن الاستغناء عنهم حالما تنتفي الحاجة إلى عملهم المُستغَل أو حين ينهضون للدفاع عن حقوقهم. بالنتيجة، تنقسم النضالات المشتركة والجاليات على نفسها وتسود ثقافة من الشكّ والمراقبة.
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وحين يصل الأمر إلى تصاريح التهجير القسري، تُنسى كذلك أسباب الهجرة بما يلائم أولي القرار. الأسلحة والنزاعات المسلحة المصنّعة في الغرب، حروب العدوان ركضاً وراء النفط والموارد الطبيعية الأخرى، الأنظمة القمعية المدعومة من حكوماتنا المُحبّة للديمقراطية، التغيّر المناخي وسلب الأراضي&#8230; كلها يمكن أن يُقتفى أثرها إلى هنا، إلى اقتصادتنا الرأسمالية، أنماط حياتنا الاستهلاكية ومصالحنا الإمبريالية. مناهضة التهجير ليست &quot;حملة وحيدة القضية&quot;، فالناس يختارون أو يُجبرون أن يهاجروا لأسباب مختلفة.
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لتنظيم طائرة تهجير، تقوم الحكومات الأوروبية بالتعاقد مع طيف من الهيئات الخاصة وشبه الخاصة للقيام بالأعمال القذرة بدلاً عنها. شركات الطيران حلقة أساسية في آلة التهجير هذه. فهي ليست فقط أحد أكبر العوامل المساهمة في القتل التدريجي لكوكبنا، بل إن الكثير من شركات الطيران لا تتردد، في ظلّ ركضها الدائم وراء الربح، أن تحمل على متن طائراتها الناس إلى موتهم المحتمل، فرادى وجماعات. يضمّ المرتبحون الآخرون فيمن يضمّون الشركات التي تقدّم خدمات النقل والمرافقة خلال عمليات التهجير القسري وشركات الأمن العبرقومية، كـ Serco و G4S، التي تدير الكثير من سجون الهجرة وتنفذ عمليات التهجير عوضاً عن سلطات الهجرة.
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<p></p>
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ثم هنالك تلك الهيئات البين-حكومية الظلّية وغير المسؤولة تجاه أحد، مثل وكالة حدود الاتحاد الأوروبي (فرونتكس) والمنظمة العالمية للهجرة (آي أو إم)، والتي ما فتأ دورها يزداد أهمية في السنوات الأخيرة في ظلّ سعي الحكومات الأوروبية إلى تنفيذ التهجير من خلال &quot;عمليات&quot; مشتركة منسّقة. لا يخدم هذا في توفير النقود عليهم وحسب، بل ويدفع كذلك بالمسؤولية إلى مستوى آخر بعيداً عن الحكومات وسلطات الهجرة الوطنية من خلال وضع مسؤولية التهجير بين يديّ هيئة إقليمية أو دولية. بالفعل، مُنحت لـ &quot;فرونتكس&quot; مؤخراً سلطات إضافية لتنظيم رحلات طيران وشراء معدّات واستكشاف إمكانية استخدام أقمار صناعية لمراقبة &quot;حدود الاتحاد الأوروبي&quot;. إن كياناً عنصرياً وإمبريالياً مثل أوروبا-الحصن ليحتاج إلى جيش مرتزقة مثل &quot;فرونتكس&quot; ليحمي حدوده المصطنعة.
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غالباً ما يتمّ تكبيل المهجّرين، بمن فيهم الأطفال والعائلات، ومرافقتهم من قبل حرس أمن كما لو كانوا &quot;مجرمين خطرين&quot; (تسمية &quot;مجرم&quot;، كما يستخدمها أولئك الذين في السلطة، إشكالية على كل حال). ثمة عدد كبير من التقارير التي وثّقت اعتداءات جسدية وعنصرية وجنسية على المهجّرين من قبل موظفي الهجرة وحرس &quot;المرافقة&quot; الخاصة خلال عمليات التهجير الفردية والجماعية. إن مقترحات من قبيل وضع &quot;مراقبي حقوق إنسان&quot; على متن طائرات التهجير، كما اقترح مؤخراً أحد مفوّضي الاتحاد الأوروبي، قد تمنع بعض هذه الممارسات لكنها ستشرعن أيضاً وحشية التهجير بحدّ ذاته.
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<p></p>
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ندرك أن المقاومة ضد التهجير مستمرة ولا تنحصر في أيام أو أسابيع فعل: أناس يحاولون عبور الحدود في أكثر الظروف خطورة كلّ يوم؛ إضرابات عن الطعام وأعمال شغب داخل سجون الهجرة؛ مُهجّرون ومسافرون متعاطفون يرفضون الجلوس بصمت على متن طائرات تبدو بريئة؛ جاليات تتحد للدفاع عن أفرادها؛ مظاهرات وأعمال احتجاج منتظمة ضدّ أجزاء آلة التهجير المختلفة&#8230; ومع ذلك، ثمة حاجة لفعل ما هو أكثر إذ لا يزال الآلاف من الناس يُهجّرون قسراً كلّ يوم.
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<p></p>
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ندعو كل الأفراد والمجموعات المعنية عبر أرجاء أوروبا إلى الانضمام إلينا في أسبوع أعمال احتجاح لامركزية منسّقة ضد آلة التهجير في الأسبوع الأول من حزيران/يونيو 2010. ندعو المهاجرين واللاجئين ومناصريهم داخل أوروبا وخارجها إلى تنظيم أعمال احتجاجهم ومظاهراتهم خلال هذا الأسبوع في صرخة موحّدة: أوقفوا التهجير! لا لأوروبا-الحصن! حرية التنقل للجميع!&nbsp;
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		<title>ROMA 08.04.10: Rifugiati afgani occupano ass. per le politiche sociali</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 22:42:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[I DIRITTI NON SCADONO! Roma, 8 aprile 2010 Questa mattina circa sessanta persone, tra cui un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati afgani, hanno occupato gli uffici del V dipartimento dell&#8217;Assessorato alle politiche sociali del Comune di Roma, per protestare &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/09/roma-08-04-10-rifugiati-afgani-occupano-ass-per-le-politiche-sociali/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center">
<strong>I DIRITTI NON SCADONO!<br />
Roma, 8 aprile 2010</strong>
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<p></p>
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Questa mattina circa sessanta persone, tra cui un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati afgani, hanno occupato gli uffici del V dipartimento dell&#8217;Assessorato alle politiche sociali del Comune di Roma, per protestare contro l&rsquo;assenza di un sistema dignitoso di accoglienza nella citt&agrave; di Roma e chiedere l&rsquo;immediato prolungamento dell&rsquo;accoglienza presso il centro S.A.S.F.I.D. San Camillo-Forlanini, dove sono attualmente ospitati circa sessanta rifugiati e richiedenti asilo, in gran parte di cittadinanza afgana. Dopo settimane di silenzio e latitanza da parte del Comune di Roma, in seguito all&rsquo;azione di questa mattina i movimenti hanno ottenuto un incontro per venerd&igrave; 9 aprile con il direttore del V dipartimento Angelo Scozzafava, per reclamare risposte immediate.
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<strong>ACCOGLIENZA A TERMINE?</strong><br />
<strong>I DIRITTI NON SCADONO</strong>
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<p></p>
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Il comune di Roma ha chiuso il 31 marzo il piano di accoglienza straordinario denominato &ldquo;piano freddo&rdquo;, che ha accolto circa 600 persone ogni notte. Dal primo aprile i cittadini in emergenza abitativa, che erano stati accolti nelle strutture di accoglienza istituite dalla sala operativa sociale del V dipartimento, sono di nuovo per strada: sfrattati, cittadini in condizione di grave emergenza abitativa, richiedenti asilo e rifugiati, oltre i senza fissa dimora. Non &egrave; stata offerta alcuna prospettiva di uscita dall&rsquo;emergenza:
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<p>&nbsp;</p>
<div align="center">
<strong>4 MESI DI ACCOGLIENZA E POI SI SALVI CHI PUO&rsquo;.</strong><br />
<strong>Queste le politiche sociali della giunta capitolina!!!</strong>
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<p>&nbsp;</p>
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Un destino che accomuna ogni anno diversi cittadini, ai quali non viene garantito in alcun modo il diritto alla casa e ad un&rsquo;accoglienza degna. Come nel caso dei cittadini afgani accolti da alcuni mesi presso i padiglioni dell&rsquo;istituto Forlanini: dal 31 marzo, questi rifugiati sono ospitati dallo stesso Istituto esclusivamente grazie all&rsquo;attivazione dei movimenti e di alcune associazioni, come Medici per i Diritti Umani, e alla scelta della stessa dirigenza ospedaliera, che ha ritenuto inopportuno mettere decine di rifugiati in mezzo a una strada. Mentre il Comune continua ad essere in tutto e per tutto latitante e a non assumersi le responsabilit&agrave; che gli competono. Non esiste un piano di accoglienza adeguato per i rifugiati, e il piano freddo non pu&ograve; essere la sola risposta indifferenziata di tutela abitativa. Si tratta, in questo specifico caso, di persone che arrivano in Italia in cerca di una vita dignitosa, trovando invece rifugio solo nella desolazione delle aree abbandonate attorno all&#8217;Air Terminal della Stazione Ostiense, dove vivono in condizioni subumane nonostante abbiano diritto alla piena protezione internazionale. Da l&igrave; sono stati sgomberati, da l&igrave; sono arrivati al Forlanini attraverso il piano attivato per l&#8217;&rdquo;emergenza freddo&rdquo;. Se non verr&agrave; prolungata l&rsquo;accoglienza nelle strutture dove si trovano ora, &egrave; l&igrave; che torneranno, alla ricerca di un piazzale dove piantare una tenda, in attesa di una vita migliore di quella della guerra in cui &egrave; coinvolto il loro paese &ndash; una guerra a cui l&#8217;Italia partecipa attivamente. Che fuggano dai Talebani o dalla Nato, l&#8217;Italia deve garantire loro un&rsquo;accoglienza dignitosa.
</div>
<p>&nbsp;</p>
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Chiediamo per questo il prolungamento immediato dell&#8217;utilizzo delle strutture dell&#8217;ospedale Forlanini per i rifugiati e i richiedenti asilo. Chiediamo che il Comune di Roma si attivi per risolvere questa situazione nella contingenza immediata, e dia il via a un piano di accoglienza all&#8217;altezza di una metropoli globale come Roma.
</div>
<p></p>
<div align="center">
<strong>Diritto d&#8217;asilo, diritto a fuggire dalla guerra,</strong> <strong>diritto a vivere con dignit&agrave;!</strong>
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&nbsp;</p>
<div align="right">
<em>Rifugiati e richiedenti asilo afgani</em><br />
<em>Action migranti, Strike &#8211; Yo Migro, Esc_infomigrante</em>
</div>
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&nbsp;
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Servizio fotografico di Eidon press:
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<a href="http://www.eidonpress.com/shoot/show/id/35043/show_photo_id/340792">http://www.eidonpress.com/shoot/show/id/35043/show_photo_id/340792</a>
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		<title>ROMA 08.04.10: Assemblea pubblica NO-CIE @ Forte Prenestino</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 11:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nopacchetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiudere i CIE]]></category>

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		<description><![CDATA[ASSEMBLEA PUBBLICA NO-CIE GIOVEDI&#8217; 8 APRILE ORE 19.00 AL FORTE PRENESTINO &#160; In seguito alla rivolta nella notte a cavallo tra il 29 ed il 30 di marzo scorso all&#8217;interno del CIE di Ponte Galeria a Roma, duramente repressa dalle &#8230; <a href="http://nopacchettosicurezza.noblogs.org/post/2010/04/07/roma-08-04-10-assemblea-pubblica-no-cie-forte-prenestino/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center">
<strong>ASSEMBLEA PUBBLICA NO-CIE</strong><br />
<strong>GIOVEDI&#8217; 8 APRILE</strong><br />
<strong>ORE 19.00 AL FORTE PRENESTINO</strong>
</div>
<div align="center">
&nbsp;
</div>
<div align="justify">
In seguito alla rivolta nella notte a cavallo tra il 29 ed il 30 di marzo scorso all&#8217;interno del CIE di Ponte Galeria a Roma, duramente repressa dalle forze dell&#8217;ordine e culminata con l&#8217;evasione di 4 uomini ed il processo per direttissima per 18 persone, alcuni compagni e compagne di Roma hanno da subito dato una risposta di solidariet&agrave; attraverso un presidio davanti il tribunale di Piazzale Clodio e convocando un&#8217;assemblea cittadina. Riunione partecipata da numerose persone appartenenti a diverse strutture del movimento romano e organizzazioni antirazziste oltre a singoli e singole.</p>
<p>Dopo un aggiornamento riguardo la rivolta e l&#8217;esito dell&#8217;udienza della mattina (15 persone di nuovo a Ponte Galeria e tre reclusi nel carcere romano di Regina Coeli) l&#8217;assemblea cittadina, vista anche la gravit&agrave; della situazione, ha messo al centro del discorso le modalit&agrave; attraverso le quali ognun@ pu&ograve; contribuire alla lotta per la chiusura dei lager chiamati CIE.<br />
Dopo una serie di interventi di analisi riguardo i/le migranti, ci sono stati tre principali punti condivisi, sui quali impostare le prossime mobilitazioni:
</div>
<ol>
<li>Chiusura immediata dei CIE;</li>
<li>Rifiuto totale verso il &quot;pacchetto sicurezza&quot;;</li>
<li>Libert&agrave; di movimento con o senza documenti validi.</li>
</ol>
<div align="justify">
Sulla base di questi punti &egrave; stata espressa la volont&agrave; di estendere e rendere visibile il pi&ugrave; possibile all&#8217;interno della citt&agrave; la campagna &quot;Nella tua citt&agrave; c&#8217;&egrave; un lager. Chiudiamo il CIE di Ponte Galeria&quot;: a riguardo ci si &egrave; riproposti/e di moltiplicare le iniziative ed i momenti pubblici comunicativi all&#8217;interno della citt&agrave;.</p>
<p>Nel concreto si &egrave; inoltre ragionato su come avviare un lavoro di rete di ampio respiro tra le varie realt&agrave; antirazziste in modo tale da portare sostegno pratico ai/alle reclusi/e nei CIE ed a coloro che in seguito alla rivolta si trovano imputati nel processo: &egrave; stata avanzata l&#8217;idea di costituire un gruppo di supporto che coinvolga in maniera organica attivisti/e, avvocati ed esponenti di varia natura della societ&agrave; civile, ribadendo per&ograve; il carattere autorganizzato e orizzontale di questa mobilitazione.</p>
<p>Per continuare a discutere riguardo queste proposte e le future mobilitazioni, l&#8217;assemblea ha dato un nuovo appuntamento pubblico per il giorno gioved&igrave; 8 aprile alle ore 19 presso il centro sociale Forte Prenestino.
</div>
<p></p>
<div align="right">
<em>ANTIRAZZISTE E ANTIRAZZISTI DI ROMA</em>
</div>
]]></content:encoded>
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